DA RIFIUTI A TESORO: IL RICICLO CHIMICO DELLE PLASTICHE
A cura di
Francesco Brandi, Francesca Buco, Lorenzo De Chiara, Feliciana Real Fernandez, CNR
ICCOM
La plastica è oggi un materiale onnipresente, utilizzato in moltissimi ambiti della nostra vita
quotidiana. Tuttavia, il suo ampio utilizzo comporta rilevanti problematiche ambientali, fra cui
la dispersione di rifiuti in natura e l’emissione di gas climalteranti. Da queste criticità emerge
l’esigenza di sviluppare strategie di riciclo fortemente innovative, tra cui il riciclo chimico
delle plastiche, una delle principali tematiche di ricerca all’interno del gruppo Catalysis for
Circularity (C4C) del CNR-ICCOM.
Le attività scientifiche presentate agli studenti hanno mostrato come i polimeri siano
costituiti da lunghe catene di unità più piccole, i monomeri, paragonabili a perle di una collana
o mattoncini assemblati. Il riciclo chimico si basa sulla depolimerizzazione, un processo che
permette di “smontare” queste catene recuperando i monomeri originari, riutilizzabili per
creare nuova plastica secondo i principi della chimica verde e dell’economia circolare.
Infine, il focus è stato dedicato al ruolo dei catalizzatori, considerati elementi chiave per
ottenere una depolimerizzazione efficiente e sostenibile, rompendo i legami chimici con
alta selettività.
C4C - Catalysis for Circularity
http://www.iccom.cnr.it/en/laboratory-of-catalysis-for-circularity-c4c-lab/
pantoni | 21 cm x 29,7 cm
Il mio lavoro raffigura il processo di divisione delle molecole di una bottiglia di plastica. Ho rappresentato una bottiglia-puzzle, il polimero, spezzettata da piccole formiche, i catalizzatori, che trasportano i frammenti nei formicai. Ho deciso di raffigurare il processo con questi elementi perché i catalizzatori hanno uno scopo importante: dividendo le molecole, infatti, permettono un vero e proprio riciclo del materiale, scomponendo il polimero in monomeri. Questo è infatti il compito dei ricercatori che mi hanno illustrato il loro lavoro.
Noemi Giannini
pennarelli e matite | 21 cm x 29,7 cm
Sono partita rappresentando una penna in 3D che
genera una piuma in 3D. Attraverso i catalizzatori, la
piuma viene scomposta in tante piccole molecole.
Successivamente, le molecole vengono riunite
grazie ai reattori e formano un filo per la stampante
3D, che a sua volta si ricollega alla penna.
L’opera rappresenta così il ciclo di processi con cui
sono riciclati i rifiuti prodotti dalla stampa 3D.
Giulia Manetti
pennarelli ad alcol | 21 cm x 29,7 cm
Ho rappresentato un’entità (il catalizzatore) che, con i suoi “poteri”, divide polimeri e monomeri. Ho attribuito al colore un significato “scientifico”. Sullo sfondo ho riportato la formula chimica ispirata alla struttura del nylon 6 e del caprolattame.
Arianna Vezzi