GLI ORBITALI DI FRONTIERA CONTROLLANO LA REATTIVITÀ
Quest’ultimo progetto nasce da un’e-mail inviata al chimico e premio Nobel Roald
Hoffmann nel gennaio 2026, poco prima dell’inizio del percorso con la scuola, nella quale
veniva raccontata l’esperienza di Illustra la scienza. Con nostra grande sorpresa, Hoffmann
ha risposto manifestando il desiderio di contribuire all’iniziativa con due suoi disegni originali
e un bozzetto preparatorio da esporre nella mostra degli elaborati.
Nei disegni che ci ha inviato viene illustrato, nel primo caso, l’orbitale molecolare di frontiera
di legame del butadiene, rappresentato attraverso forme che ricordano dei palloncini
disposti sopra i legami tra gli atomi di carbonio; nel secondo, viene mostrato come gli
orbitali di frontiera del butadiene e dell’etilene possano combinarsi seguendo la simmetria
degli orbitali, determinando così il prodotto della reazione. Quello che potrebbe apparire
come un semplice disegno è in realtà una potente rappresentazione di simulazioni quanto
meccaniche e ha fornito ai chimici uno strumento capace di prevedere, anche con carta e
lapis, la reattività di intere classi di molecole.
Questo disegno è un esempio di quella che Roald Hoffmann definisce “chimica teorica
applicata”. Partendo da osservazioni sperimentali, analisi di tendenze, schemi concettuali
e calcoli teorici, essa descrive la reattività, la struttura e la geometria delle molecole, dalle
specie organiche e inorganiche fino ai materiali con strutture estese tridimensionali. Questo
approccio ha permesso di comprendere e interpretare la chimica in modo nuovo, predittivo
e utile per l’intera comunità chimica.
Roald Hoffmann è un chimico statunitense nato nel 1937 nella città polacca di Zoločiv (oggi in
Ucraina, nell’Oblast’ di Leopoli). Sopravvissuto all’Olocausto grazie al nascondiglio offertogli,
insieme alla madre, nella soffitta di una scuola, emigrò negli Stati Uniti dopo la Seconda
guerra mondiale. Si laureò alla Columbia University e conseguì il dottorato in chimica ad
Harvard. Qui, in collaborazione con Robert B. Woodward, sviluppò le regole di Woodward
Hoffmann, fondamentali per prevedere l’esito delle reazioni pericicliche attraverso l’analisi
della simmetria degli orbitali molecolari. Per questo contributo ha ricevuto il Premio Nobel
per la Chimica nel 1981. Nel corso della sua carriera ha inoltre offerto contributi originali alla
comunicazione scientifica, all’etica della scienza, al dialogo tra arte e scienza e alla didattica
della chimica.
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