A cura di
Francesco D’Amato, Luca Palchetti, Silvia Viciani, Marco Barucci, Stefania Tavella, CNR-INO


Osservare la Terra dallo spazio è importante sotto molti aspetti, per esempio meteorologia, sicurezza, topografia. Un aspetto meno noto è la misura della emissione di onde elettromagnetiche. La Terra viene investita dalla radiazione solare, che è il carburante per tenere la temperatura media intorno a 15 gradi centigradi. Per rimanere in equilibrio termico la Terra deve irraggiare altrettanta energia, e lo fa nell’infrarosso. Misurare le emissioni in questa regione serve per capire quale sia il bilancio energetico della Terra, in particolare se questo bilancio sia nullo (pareggio tra uscita ed entrata, la temperatura resta costante), o negativo (radiazione emessa minore di quella incidente, la Terra si scalda), o positivo (radiazione emessa maggiore di quella incidente, la Terra si raffredda).
Il Gruppo di Spettroscopia e Fotonica per la Ricerca Ambientale e lo Studio della Terra del CNR INO ha sviluppato strumenti per questo scopo. Attualmente abbiamo dispositivi funzionanti a terra e su pallone stratosferico, fino a 34 km di quota. Sulla base di questa ricerca l’Agenzia Spaziale Europea ha pianificato una missione da satellite, il cui lancio è previsto per il 2028. Infine, nell’ambito del PNRR è stato sviluppato il primo prototipo dello strumento che sarà installato sulla futura base lunare, per avere una osservazione di un intero emisfero terrestre in una volta sola.
Veniva richiesto un abstract grafico per articoli sull’argomento, che colpisse l’attenzione del lettore.

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