A cura di
Elisabetta Baldanzi, Alessandro Farini, CNR-INO


Nel laboratorio ViOLa (Visual Optics Laboratory) dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR studiamo la luce e il modo in cui essa interagisce con il sistema visivo umano. Con la luce conosciamo il mondo: illumina gli oggetti, trasporta informazioni e rende possibile la visione. Comprenderne le proprietà significa imparare a descriverla, misurarla e utilizzarla in modo consapevole nei più diversi contesti. La visione, tuttavia, non dipende soltanto dalla luce. Quando osserviamo una scena, la luce riflessa dagli oggetti raggiunge l’occhio, viene trasformata in segnali nervosi e trasmessa al cervello. È qui che avviene il processo più affascinante: il cervello interpreta le informazioni ricevute e costruisce l’immagine che percepiamo. Ciò che vediamo non è una semplice registrazione della realtà, ma il risultato di un’elaborazione complessa che tiene conto del contesto, dell’esperienza e delle aspettative dell’osservatore. Le illusioni ottiche rappresentano da questo punto di vista uno strumento privilegiato per esplorare questi meccanismi. Alcune immagini, chiamate ibride, cambiano significato a seconda della distanza da cui vengono osservate, altre sembrano muoversi pur essendo perfettamente statiche, altre ancora modificano il loro aspetto cromatico in funzione dei colori che le circondano. Fenomeni come l’assimilazione cromatica mostrano come la percezione sia il frutto di un dialogo tra il mondo esterno e l’attività interpretativa del cervello. Anche il colore, che appare una proprietà naturale degli oggetti, nasce in realtà dall’interazione tra la luce, il sistema visivo e i processi cognitivi: esso prende forma nell’incontro tra l’oggetto e chi lo osserva. La ricerca del laboratorio ViOLa intende riflettere sul ruolo attivo dell’osservatore. Vedere non significa soltanto ricevere informazioni, ma partecipare alla costruzione dell’esperienza visiva. Ogni immagine diventa così punto d’incontro tra fisica, biologia, percezione e interpretazione. Un processo che rivela, al tempo stesso, la complessità del sistema visivo e la straordinaria capacità umana di attribuire, grazie alla propria esistenza, significato al mondo.

COLOR VALLEY

Acquerelli, Marker e Trattopen | 51 cm x 35,5 cm

Per il nostro lavoro abbiamo scelto di disegnare una struttura formata da diverse celle a forma di esagono che si incastrano tra loro, proprio per ricordare la forma dei legami chimici. Ogni esagono è come una piccola stanza a sé stante, con un suo colore principale, dove si trovano personaggi che si muovono nello spazio in modo strano, sfidando la gravità e le normali regole della prospettiva. Dopo aver discusso con i ricercatori del CNR di Sesto Fiorentino sulla percezione del colore, abbiamo deciso di rappresentare i concetti che ci hanno spiegato in questo modo:

  • Lo spettro e il contrasto: Ogni stanza rappresenta una sfumatura diversa. Volevamo mostrare come la luce e i materiali creano i colori che vediamo. Il passaggio da un esagono all’altro simboleggia proprio il modo in cui cambiano le frequenze dello spettro visibile.
  • Il punto di vista: Ci siamo ispirate ai disegni di Escher e allo stile del gioco Monument Valley. Abbiamo usato scale che finiscono nel nulla e personaggi che camminano sui muri per far capire che la realtà dipende da come la guardiamo. È un modo per rappresentare le illusioni ottiche e il fatto che la percezione è soggettiva.
  • Luci e ombre: In ogni stanza abbiamo curato le ombre non solo per far sembrare tutto più tridimensionale, ma per far vedere quanto il contrasto sia importante per permetterci di distinguere le forme e la profondità delle cose.

Olga Lo Vetro | Devmini Righeschi

illustrazione

BOZZETTI PREPARATORI bozzetto
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